Il primo blog dedicato esclusivamente alla ristrutturazione della tua casa!

Smalto poliuretanico: caratteristiche

Lo smalto poliuretanico appartiene a quella categoria di vernici che vengono spesso utilizzate per ottenere finiture di alto livello.

Grazie alla facilità di utilizzo e alla sua versatilità, lo smalto poliuretanico può essere impiegato su superfici anche molto diverse tra loro, permettendo di ottenere ottimi risultati professionali.

La sua composizione chimica lo rende una vernice molto resistente che necessita di particolari solventi e catalizzatori, detti anch’essi poliuretanici, per facilitare i procedimenti di diluizione e di stesura.

Smalto poliuretanico: quali sono le modalità di utilizzo?

Attualmente in commercio esistono vari tipi di smalto poliuretanico e vengono impiegate da chi ha la necessità di ottenere finiture estetiche di pregevole fattura.

Grazie alla resistenza, lo smalto poliuretanico assicura massima versatilità e tempi di essiccazione relativamente brevi.

Ecco perché le vernici poliuretaniche sono particolarmente indicate per la verniciatura di navi e yacht e per il restauro del legno e di altri materiali, come il metallo, il ferro e i muri.

Anche gli appassionati di bricolage fai-da-te e scelgono smalti poliuretanici per la realizzazione dei loro lavoretti, manufatti e creazioni artistiche.

A seconda della superficie e del materiale da trattare, si potrà decidere se optare per uno smalto poliuretanico lucido oppure per uno opaco, colorato oppure del tutto trasparente.

Le modalità di applicazione previste sono diverse e, in base alle necessità del caso, possono essere utilizzati macchinari a spruzzo, rulli o semplici pennelli.

Bisogna ricordare che lo smalto poliuretanico, come altre vernici, teme l’umidità e proprio per questo è essenziale che la sua applicazione avvenga in condizioni ambientali ben precise e nell’arco di poche ore dal momento della preparazione.

Dopo aver scrupolosamente sistemato la superficie di lavoro, si potrà procedere a dare una prima mano di smalto, avendo cura di farlo asciugare completamente per circa cinque ore.

Una volta asciugato si potrà dare una seconda mano facendo attenzione a ricoprire in maniera omogenea anche le piccole aree.

Se necessario è possibile intervenire con piccoli ritocchi per fare in modo che la stesura dello smalto sia uniforme su tutta la superficie e non ci siano macchie di colore evidenti.

Superfici su cui applicare lo smalto poliuretanico

Come già anticipato, le superfici su cui è possibile applicare lo smalto poliuretanico sono svariate e diverse tra loro.

In particolare, si può decidere di operare su legno, metallo e, in generale, su tutte quelle superfici soggette ad abrasione come ad esempio i muri.

Per ottenere un’applicazione perfetta di questa vernice occorre per prima cosa preparare correttamente l’area su cui si è deciso intervenire e, ovviamente, questa procedura varierà a seconda delle caratteristiche e del materiale di cui è costituita la superficie.

In ogni caso, se questa è già stata trattata in precedenza con altri coloranti sarà necessario rimuovere prima ogni traccia di pigmento attraverso appositi prodotti chimici nonchè eliminare eventuali residui di olio o polvere presenti per far sì che lo smalto aderisca perfettamente.

Laddove, invece, non ci sia bisogno di interventi preliminari si può procedere con l’applicazione diretta del prodotto.

Vantaggi delle vernici bicomponenti

Interessante è l’applicazione della vernice bicomponente, che prevede la miscelazione di due diversi prodotti tra di loro (catalizzatore e una soluzione di resine).

Gli smalti poliuretanici bicomponenti offrono migliori risultati e garantiscono i seguenti vantaggi:

  • Maggiore resistenza all’abrasione e agli agenti chimici
  • Maggiore brillantezza
  • Una più elevata conservazione del film di pittura
  • Elevata durata.

Mode e tendenze delle decorazioni di Pasqua 2019

21 aprile 2019: quest’anno la Santa Pasqua sarà “Alta” e – la più sentita tra le celebrazioni cristiane – diventa sempre occasione per ritrovarsi tra amici e parenti.

In realtà, non solo la domenica di Resurrezione ma tutta la settimana Santa, con lo svolgimento delle tradizionali funzioni religiose, crea un via vai di ospiti e porta con sé il simbolo del trionfo della vita che si traduce in un tripudio di colori.

La Pasqua è una festa amatissima sia dagli adulti sia dai bambini che non aspettano altro: nell’attesa che arrivi potrete dedicarvi alle decorazioni pasquali, momento divertente che vi permetterà di realizzare addobbi che lasceranno a bocca aperta tutti i vostri ospiti e permetteranno loro di godere appieno dell’atmosfera gioiosa.

E, allora, a noi non resta che fornirvi qualche consiglio da cui prendere spunto, ma a voi toccherà  liberare la fantasia e mettere alla prova la vostra creatività per decorare gli ambienti!

Cominciamo…

Porta d’ingresso

Si tratta del nostro biglietto da visita, è vero! Però, il primo consiglio è quello di decorarla in modo essenziale e sobrio perché l’effetto “WOW” lo dovrà determinare il resto della casa.

Quindi, potrete appendere una ghirlanda “fai da te”, realizzata con ramoscelli di ulivo (che simboleggiano la pace) tenuti insieme e fissati da nastri colorati.

La porta d’ingresso aprirà alle sorprese: l’entrata dovrà ospitare il classico albero Pasquale, per la realizzazione del quale serviranno molti rametti, un vaso e conigli, pulcini e uova colorate da appendere.

Tavola

Ecco come bandire la tavola per le festività di Pasqua.

Tovagliato

Chiaramente, anche la tavola è di fondamentale importanza e merita di essere addobbata per l’occasione. Nulla andrà lasciato al caso ed i dettagli faranno la differenza.

Lilla, verde, giallo, azzurro e arancione sono i colori principali che serviranno per le decorazioni pasquali.

Scegliete una tovaglia bianca che dovrà essere arricchita con un runner: il nostro consiglio è quello di optare per il colore lilla, al quale abbinare dei tovaglioli gialli.

Centrotavola

Non dimenticate assolutamente di creare il vostro centrotavola: procuratevi un cestino, metteteci dentro della paglia e adagiateci sopra le uova colorate di polistirolo.

Scrivete dei bigliettini che contengano frasi, dediche, pensieri ed inseriteli nell’uovo. A fine pranzo, invitate i vostri ospiti a prenderne uno e concedetevi del tempo per leggerli insieme.

Segnaposto

Decorazioni irrinunciabili in ogni occasione, anche per Pasqua i segnaposto devono essere uno degli elementi fondamentali della tavola: il suggerimento che possiamo dare è di optare per delle decorazioni profumate in gesso che saranno utili come profumatori per auto, per cassetti o per armadi.

Si possono acquistare online o in qualsiasi negozio di oggettistica e – nonostante siano molto economiche – fanno veramente una bella figura. Potrete scegliere dei coniglietti o dei pulcini oppure virare su ciò che più vi piace che siano cuori, alberi della vita, simboli portafortuna e così via. Il successo è assicurato.

Uova di cioccolato

Eccole! È arrivato il loro momento: le tradizionali uova di cioccolato, delizia per grandi e piccini.

Piazzatene uno su ogni mobile del soggiorno o del salotto, in modo da creare colore e un bell’effetto ottico.

Al momento dell’apertura, scatenatevi a scartarle e a trovare le sorprese.

Costruzione di una piscina interrata: quali sono i titoli richiesti?

Hai del terreno a disposizione? Che aspetti? Costruisci una piscina, ma prima di farlo è bene informarsi su quali permessi sia necessario avere per non doverla smantellare prima di ultimare definitivamente i lavori.

Non rientrando nell’edilizia libera, in Italia, la costruzione di una piscina richiede determinate autorizzazioni, pena il rischio di incorrere in ingenti multe e dover rispondere all’accusa di abuso edilizio, con le relative conseguenze.

Costruire una piscina interrata

Con la costruzione di una piscina interrata il giardino e tutta la casa acquisteranno un valore diverso, senza poi, contare l’aspetto estetico e quello ludico.

Per poter realizzare una piscina interrata, bisogna affidarsi a professionisti del settore, i quali sapranno non solo valorizzare al meglio lo spazio esterno, consigliandovi la struttura più adatta, ma vi forniranno anche materiali e garanzie di alto livello.

La piscina interrata è un vero e proprio bene di lusso; infatti, nel momento della dichiarazione dei redditi si deve dichiararla.

Una piscina interrata aumenta la volumetria della casa e su di essa si pagano delle tasse di proprietà. Rappresenta un vero e proprio intervento di costruzione e richiede la presentazione dei relativi permessi.

Costruzione di una piscina: quali sono i titoli richiesti?

Per qualsiasi costruzione è richiesto il Permesso di Costruzione che viene concesso sotto forma di Concessione Edilizia dal Comune in cui si vanno ad eseguire i lavori.

In alcuni casi però l’autorizzazione comunale non è sufficiente, in particolare quando deve essere costruita su un terreno che deve sottostare alle autorizzazioni paesaggistiche.

Piscina interrata: come evitare l’Abuso Edilizio?

Nel caso in cui si costruisse una piscina interrata senza i regolari permessi e le autorizzazioni si andrebbe incontro ad un abuso edilizio.

Questo potrebbe essere condonato solo in alcune condizioni: il rischio potrebbe essere quello di dover smantellare la piscina per ripristinare le condizioni esistenti precedentemente. Il dispendio di soldi ed energie sarebbe altissimo.

Si potrebbe evitare la demolizione della piscina se, una volta scoperto l’abuso edilizio, tramite presentazione di formale richiesta, si riscontrassero parametri che ne renderebbero possibile l’esistenza.

In questo caso sarebbe sufficiente pagare quanto dovuto all’ente per poter sanare l’abuso e regolarizzare la situazione.

Se la piscina interrata, invece, fosse stata costruita su un terreno non compatibile con le regole e le leggi paesaggistiche dovrà essere demolita.

La Cassazione si è recentemente espressa in tal senso proprio per un caso simile di costruzione abusiva in luogo non compatibile con le leggi paesaggistiche.

Prima di costruire una piscina interrata è bene informarsi prendendo contatti con degli esperti del settore oltre che con il Comune.

È utile anche mettersi in contatto con un geometra che sarà in grado di dare indicazioni e informazioni precise sulla fattibilità del progetto.

In questo modo si potrà costruire la propria piscina in tutta sicurezza e non si rischierà di doverla smantellare o di pagare delle sanzioni per averla eretta senza aver prima aver presentato formale richiesta.

Tipologie di piscine interrate

Una volta capito l’iter burocratico da rispettare per costruire una piscina interrata, è bene valutare attentamente quali sono le principali tipologie di piscine interrate che possono essere installate nel tuo giardino.

  • Piscine in pannelli d’acciaio, rappresentano lo standard delle piscine residenziali ed offrono un buon compromesso tra la velocità di installazione e la durata dell’investimento nel tempo,
  • piscine in vetroresina che consentono un’elevata personalizzazione: forme strutturali particolari e colori,
  • piscine interrate in cemento armato, sono le più diffuse in assoluto anche se non rappresentano la migliore soluzione in assoluto. Le possibilità di personalizzazione sono piuttosto illimitate e i costi sono piuttosto esosi.

Stucco veneziano: storia, cos’è e come applicarlo

Lo stucco veneziano è la composizione di una pasta a base di calce, polveri e pigmenti utilizzata per ottenere un effetto molto simile a finiture in marmo.

Questo processo può essere un po’ costoso, ma il risultato finale è molto esteticamente piacevole.

Questa pasta si indurisce mediante l’essiccamento e i vantaggi di utilizzare questo tipo di stucco è che permette il trattamento per modellare e realizzare strutture molto decorative.

Una volta essiccato viene lucidato per ottenere un aspetto simile al marmo; inoltre, è possibile anche applicare la vernice per decorarlo e ottenere un aspetto ancora più sorprendente.

Tra gli ingredienti che formano la pasta, la calce è quella più importante perché ha delle proprietà che conferiscono l’elasticità alla miscela, che impedisce la formazione delle crepe nel tempo. Inoltre, questo stucco protegge la parete dall’umidità in quanto offre anche un buon livello di impermeabilità.

Caratteristiche dello stucco veneziano

Essendo un prodotto a calce, la composizione dello stucco veneziano prevede un impasto di più componenti minerali come gli additivi, i carbonati di calcio, grassello di calce ed un’impalpabile polvere di marmo.

Im commercio, oggi si possono reperire confezioni di prodotto già pronte all’uso in vari formati e dalle prestazioni garantite, grazie all’avvento delle nuove tecnologie.

Stucco veneziano: come applicarlo?

Per l’applicazione dello stucco veneziano, è preferibile che la superficie sia liscia e priva di umidità, sporco, muffa, polvere o particelle di grasso.

L’applicazione dello stucco deve essere eseguita con una spatola, coprendo uniformemente l’intera superficie con questa miscela, dall’alto verso il basso e da sinistra a destra.

Quindi, con un lungo righello, stendere lo stucco su tutta la superficie in modo omogeneo; lasciare asciugare e lucidare l’area per ottenere una finitura in marmo.

Per procedere con la colorazione dello stucco veneziano, come tutti i prodotti a base di calce, occorrono i pigmenti ossidi.

La storia dello stucco veneziano

Lo stucco veneziano ha origine nell’antica Grecia e a Roma, dove veniva usato nell’applicazione della pittura ad affresco, ma fu anche usato dagli arabi in molte occasioni per sostituire il marmo, scolpendolo per dargli un motivo ornamentale.

Durante il periodo rinascimentale, diverse tecniche di stucco veneziano furono perfezionate: fu usato lo stucco bianco come sfondo sulle pareti e quindi per dipingere le figure nelle chiese.

L’applicazione dello stucco policromo è stata utilizzata anche per dare ai palazzi dei motivi decorativi.

L’epoca in cui lo stucco veneziano fu usato più di frequente nei secoli XVII e XVIII, quando la richiesta di questa miscela era molto alta soprattutto in Baviera e in Austria, dove veniva applicata nei palazzi per conferire loro una maggiore eleganza.

Stucco veneziano: vantaggi ed usi

I vantaggi di questo stucco consistono soprattutto nel fatto che può essere utilizzato quasi ovunque, ad esempio sul soffitto e sulle pareti, sia all’esterno che all’interno, e si adatta a qualsiasi tipo di superficie.
Lo stucco veneziano ha diversi usi: oltre a dare una bella finitura alle pareti, può anche essere utilizzato in molteplici applicazioni: come rinforzo per il muro, per impermeabilizzare e per permettere la traspirazione della parete o del soffitto in modo naturale e infine come semplice ornamento.

Shabby Chic: come eseguire una verniciatura provenzale ad hoc

Stile provenzale o Shabby Chic? Per le case borghesi e per gli amanti dell’artigianato e dell’arte vintage, lo stile Shabby è uno stile di interior design i cui mobili, accessori e arredi sono scelti per il loro aspetto “usurato”.

Per chi ama un tocco di bon ton, di eleganza e di indiscutibile romanticismo, lo stile provenzale è l’ideale per tutti gli ambienti della casa – dalla cucina alla camera da letto passando per il bagno e il soggiorno.

I mobili Shabby Chic si abbinano perfettamente allo stile contemporaneo moderno o ad uno stile country o rustico provenzale che richiama i casolari e le case di campagna della Valle della Loira.

Per gli amanti di questo stile e per gli appassionati di questa tecnica, è possibile trasformare i propri mobili in favolosi oggetti preziosi di grande valore.

Stile Shabby Chic: un tocco di buon gusto retrò a casa

Comodini, cassapanche, specchiere, tavoli, sedie, credenze ed ogni mobile può essere verniciato ad hoc per essere trasformato in un preziosissimo oggetto d’arredo elegante.

Non sempre i mobili scuri si abbinano perfettamente alle nuance cromatiche moderne, per questo si preferisce verniciarli con i colori tipici dello Shabby Chic: rosa pallido, giallo paglierino, verde acquamarina, cipria, rosa salmonato, bianco, crema, vaniglia e l’immancabile grigio perla.

Shabby Chic: preparazione alla verniciatura

Come verniciare i propri manufatti e i mobili della propria abitazione? La vera arma vincente per un risultato certosino è procedere con un’adeguata preparazione alla verniciatura.

Per questo bisognerà recarsi in un colorificio o ferramenta per acquistare tutta una serie di attrezzi per compiere il lavoro nel giusto modo.

È necessario procurarsi un telo per coprire i pavimenti, nastri di carta, la mascherina per proteggere le vie respiratorie, i guanti di protezione per le mani, pennelli, primer a base acqua, fogli di carta vetrata di granulometria e stucco in pasta pronto per l’utilizzo.

La spesa totale per l’acquisto di tutto l’occorrente è di circa 30/40 euro.

Shabby Chic: fasi operative per verniciare un mobile

Ecco le fasi operative per verniciare un mobile ricorrendo alle tecniche tipiche dello stile Shabby Chic:

  • stendere sulla pavimentazione un telo e fissarlo con del nastro,
  • iniziare a carteggiare leggermente con carta vetrata,
  • pulire con uno straccio per rimuovere la polvere
  • sgrassare le superfici del manufatto o del mobile
  • applicare il primer bianco o color vaniglia a seconda dei gusti e delle esigenze o dell’effetto che si vuole conferire. In genere, è preferibile colorare la base di preparazione alla verniciatura con una velatura color crema o rosato per ottenere nuance e tonalità cromatiche sfumate davvero interessanti,
  • attendere circa 5 ore per consentire al primer di essiccare ad hoc.

Stile provenzale fai-da-te: la finitura

Per la fase di finitura occorre procedere con la velatura, che consiste nella stesura di uno strato di colore sopra un altro già asciutto (il primer).

La pennellata “fresca” deve essere sufficientemente sottile da lasciare trasparire il tono sottostante.

Attendere circa 15 minuti per l’essicazione. Questa fase può essere ripetuta anche 2/3 volte per ottenere le sfumature desiderate.

Tuttavia, è bene ricordare che più mani si danno e meno si intravede il colore di base del primer.

Il nostro consiglio è quello di dare meno mani di velatura.

Attendere qualche ora affinchè si completi la fase di essicazione; procedere con il carteggiare gli angoli del mobile per conferire il buon “tocco” di vintage e di effetto “invecchiato”.

Stile provenzale o Shabby Chic?

Per le case borghesi e per gli amanti dell’artigianato e dell’arte vintage, lo stile Shabby è uno stile di interior design i cui mobili, accessori e arredi sono scelti per il loro aspetto “usurato”.

Per chi ama un tocco di bon ton, di eleganza e di indiscutibile romanticismo, lo stile provenzale è l’ideale per tutti gli ambienti della casa – dalla cucina alla camera da letto passando per il bagno e il soggiorno.

I mobili Shabby Chic si abbinano perfettamente allo stile contemporaneo moderno o ad uno stile country o rustico provenzale che richiama i casolari e le case di campagna della Valle della Loira.

Per gli amanti di questo stile e per gli appassionati di questa tecnica, è possibile trasformare i propri mobili in favolosi oggetti preziosi di grande valore.

Stile Shabby Chic: un tocco di buon gusto retrò a casa

Comodini, cassapanche, specchiere, tavoli, sedie, credenze ed ogni mobile può essere verniciato ad hoc per essere trasformato in un preziosissimo oggetto d’arredo elegante.

Non sempre i mobili scuri si abbinano perfettamente alle nuance cromatiche moderne, per questo si preferisce verniciarli con i colori tipici dello Shabby Chic: rosa pallido, giallo paglierino, verde acquamarina, cipria, rosa salmonato, bianco, crema, vaniglia e l’immancabile grigio perla.

Shabby Chic: preparazione alla verniciatura

Come verniciare i propri manufatti e i mobili della propria abitazione? La vera arma vincente per un risultato certosino è procedere con un’adeguata preparazione alla verniciatura.

Per questo bisognerà recarsi in un colorificio o ferramenta per acquistare tutta una serie di attrezzi per compiere il lavoro nel giusto modo.

È necessario procurarsi un telo per coprire i pavimenti, nastri di carta, la mascherina per proteggere le vie respiratorie, i guanti di protezione per le mani, pennelli, primer a base acqua, fogli di carta vetrata di granulometria e stucco in pasta pronto per l’utilizzo.

La spesa totale per l’acquisto di tutto l’occorrente è di circa 30/40 euro.

Shabby Chic: fasi operative per verniciare un mobile

Ecco le fasi operative per verniciare un mobile ricorrendo alle tecniche tipiche dello stile Shabby Chic:

  • stendere sulla pavimentazione un telo e fissarlo con del nastro,
  • iniziare a carteggiare leggermente con carta vetrata,
  • pulire con uno straccio per rimuovere la polvere
  • sgrassare le superfici del manufatto o del mobile
  • applicare il primer bianco o color vaniglia a seconda dei gusti e delle esigenze o dell’effetto che si vuole conferire. In genere, è preferibile colorare la base di preparazione alla verniciatura con una velatura color crema o rosato per ottenere nuance e tonalità cromatiche sfumate davvero interessanti,
  • attendere circa 5 ore per consentire al primer di essiccare ad hoc.

Stile provenzale fai-da-te: la finitura

Per la fase di finitura occorre procedere con la velatura, che consiste nella stesura di uno strato di colore sopra un altro già asciutto (il primer).

La pennellata “fresca” deve essere sufficientemente sottile da lasciare trasparire il tono sottostante.

Attendere circa 15 minuti per l’essicazione. Questa fase può essere ripetuta anche 2/3 volte per ottenere le sfumature desiderate.

Tuttavia, è bene ricordare che più mani si danno e meno si intravede il colore di base del primer.

Il nostro consiglio è quello di dare meno mani di velatura.

Attendere qualche ora affinchè si completi la fase di essicazione; procedere con il carteggiare gli angoli del mobile per conferire il buon “tocco” di vintage e di effetto “invecchiato”.

4 suggerimenti per dire addio alla muffa

Molte abitazioni, soprattutto case in campagna, casolari e appartamenti, presentano muffa sui muri e sulle pareti di casa.

Oltre ad essere antiestetica, può avere effetti negativi sulla salute degli abitanti: la muffa è una sostanza che non la si può classificare nel regno animale, ma neanche in quello vegetale, anche se fa parte della famiglia dei funghi e dei lieviti.

Il problema della muffa sulle pareti dell’immobile è strettamente legato allo scambio tra interno ed esterno che deve trovare il giusto equilibrio tra permeabilità e chiusura.

E, allora, scopriamo in questa guida alcuni metodi per eliminare la muffa sui muri e sulle pareti degli immobili.

Muffa: un “nemico” per le case

Muffa è un termine generale che racchiude vari tipi di ‘funghi’ microscopici (zigomiceti, ascomiceti, basidiomiceti e ‘funghi imperfetti’). Questi organismi proliferano esclusivamente in ambiente umido.

Le muffe più conosciute sono: “Cladosporium”, “Penicillium”, “Alternaria” e “Aspergillus”, ma si presume che ne esistano molte centinaia di tipi diversi.

La muffa ama gli ambienti in cui si utilizza molto l’acqua e, di conseguenza, si crea vapore che a contatto con le pareti fredde crea delle microscopiche goccioline d’acqua dove la muffa si insidia.

Appena le spore della muffa trovano un habitat favorevole, si insedia e comincia a crescere. Ci si può accorgere della sua presenza dalla comparsa di macchie di colore verde o nero e dal suo caratteristico odore, inoltre si evidenziano delle sporgenze spugnose caratteristiche della muffa.

Appena si insedia appare con dei piccoli puntini neri che, pian piano aumentano, andando poi a formare una vera e propria macchia scura. Questo tipo di macchie, oltre a essere antiestetiche, sono un pericolo per la salute di chiunque abiti all’interno dell’immobile.

I microorganismi delle muffe possono provocare problemi alla respirazione, allergie e, nei casi più gravi, anche depressione.

La muffa è un fenomeno piuttosto ricorrente, soprattutto nelle case datate, dove non c’è la ventilazione adatta e maggiore rischio alla formazione dell’umidità. Non bisogna affatto sottovalutarla!

Sos Muffa: 4 suggerimenti per dirle addio

In commercio si trovano dei prodotti specifici per eliminarla, ma quasi tutti abbastanza pericolosi da utilizzare per chi non è esperto. Se si cerca una soluzione rapida e definitiva, esistono dei sistemi che tutti possono utilizzare.

Si tratta di validissimi rimedi e soluzioni che aiutano a dire addio alla muffa.

Vediamo insieme cosa fare per prevenire e contrastare efficacemente questo problema.

#1. Eliminare l’umidità

L’habitat ideale della muffa è l’umidità. Eliminarla con prodotti specifici non basta se non agiamo sulla principale causa di riproduzione.

Cerchiamo una soluzione che consenta di rendere la casa più asciutta, in questo modo una volta trattata non ritornerà più.

#2. Rimuovere la muffa

Se ci sono già macchie di muffa è indispensabile rimuoverla. I metodi sono molti, ma tra tutti il più efficace è utilizzare uno spray specifico che disinfetterà la zona eliminando la muffa.

Si consiglia di utilizzare una mascherina per proteggersi sia dalla muffa che dallo spray.

#3. Pulizia e ricambio d’aria

Bisogna cercare di tenere puliti gli oggetti che possono essere colpiti dalla muffa come ad esempio gli abiti, i libri e i mobili.

Tutti i giorni si deve arieggiare le stanze di casa, aprire le finestre anche più volte al giorno, specialmente in cucina e in bagno dove l’umidità è sempre presente.

Si possono anche installare delle ventole di aerazione che consentono un continuo ricambio d’aria.

#4. Prevenzione

La cosa più importante nella lotta alla muffa è senza dubbio la prevenzione. Dato che la muffa vive esclusivamente in luoghi umidi, la soluzione migliore sarebbe quella di usare un deumidificatore.

Mantenendo il giusto grado di umidità si può prevenire la muffa o evitare che ritorni dopo un trattamento specifico.

Ecco i 4 suggerimenti utili per dire definitivamente addio alla muffa.

Pareti in cartongesso: quali sono i pro e i contro? Guida 2019

Poca illuminazione nella propria casa, tubazioni in vista e possibilità di realizzare delle pareti divisorie, da oggi si può con un materiale flessibile: il cartongesso.
Ma da cosa è composto il cartongesso? Quali sono i pro e i contro derivanti dal realizzare pareti in cartongesso?  Ecco la Guida utile per il 2019.

Che cos’è il cartongesso?

Come si può ben intuire, le lastre sono realizzate dal gesso rinforzato da due fogli di cartone resistente che hanno il ruolo di armatura esterna.

Già gli antichi Egiziani utilizzavano gesso: alcune tracce sono rinvenibili anche nella piramide di Cheope e nella Sfinge.

Le attuali lastre in cartongesso che utilizziamo per costruire una parente, le c.d. lastre-sandwich, sono giunte verso la fine dell’Ottocento.

Cartongesso: quali sono le proprietà?

Il cartongesso si fa prediligere per le sue ottime proprietà:

#1. Isolamento termico: in commercio si possono trovare delle lastre coibentate, di vario genere, composte da cartongesso abbinato ad altri materiali isolanti (lana di roccia o di vetro, poliuretano espanso, sughero)

#2. Isolamento acustico: se si vive in una zona caotica, altamente trafficata, costruire le pareti in cartongesso è l’ideale per ridurre l’intensità sonora proveniente da ambienti contigui e/o sovrastanti.

#3. Protezione dal rischio incendio: le lastre di cartongesso sono ignifughe e sono progettate per rispondere ai parametri REI.

#4. Resistenza alla muffa: per risolvere il problema della muffa è fondamentale montare un telaio in metallo tra muro e cartongesso.

#5. Idrorepellenza: per gli ambienti umidi come il bagno e la cucina, le lastre di cartongesso sono l’ideale: hanno un bassissimo assorbimento d’acqua.

Pareti in cartongesso: quali pannelli scegliere?

Esistono vari tipi di pannelli, ad esempio, il pannello antimuffa che viene adoperato per realizzare i bagni o per nascondere gli impianti elettrici, il pannello resistente oppure il pannello isolante termico.
Ma oltre alle pareti e al controsoffitto, con il cartongesso si possono realizzare anche elementi di arredo come librerie, nicchie o pareti attrezzate per il soggiorno.

Pareti in cartongesso: come realizzarle?

Per creare delle pareti in cartongesso si deve acquistare: le lastre in cartongesso, la struttura si divide in due componenti, i montanti e le guide, i tasselli per fissare le lastre, la rete per cartongesso e lo stucco.

Una volta procurati tutti i materiali si può procedere nella realizzazione del telaio che dovrà sostenere la vostra parete o il vostro soffitto in cartongesso.

Quando la struttura della parete portante è pronta, si fissano le lastre in cartongesso della misura idonea alla struttura con i tasselli.

Una volta completata la parete si passa alla fase successiva: si procedere a stuccare nascondendo le viti e le giunzioni tra i pannelli.

Quando lo stucco è asciutto, si può passare alla pitturazione della parete.

Quali sono i vantaggi delle pareti in cartongesso?

I vantaggi delle pareti in cartongesso sono molti, tra cui: la leggerezza, la facilità della lavorazione, i bassi costi di realizzazione.

Un altro aspetto essenziale e vantaggioso del cartongesso è che può essere rifinito, pitturato con facilità, così da renderlo affascinante.

Pareti in cartongesso: quali sono gli svantaggi?

Il primo svantaggio del cartongesso è la struttura che non può supportare carichi eccessivi, quindi, prima di realizzare una parete o un controsoffitto, si deve considerare se c’è l’esigenza di appendere quadri, lampadari, o altro.
Un altro svantaggio è la sua delicatezza, quindi si deve far attenzione a non cagionarne la rottura.

Bonus Ristrutturazione edilizia 2019: guida utile

Eccoci giunti al 2019! Per quest’anno possiamo approfittare nuovamente del Bonus Ristrutturazioni edilizie sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio, sia sulle singole unità abitative sia sulle parti comuni di edifici condominiali.

Tra le agevolazioni fiscali, la normativa fiscale prevede che per le spese effettuate nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 30 giugno 2013, il decreto Legge n. 83/2012 ha elevato al 50% la percentuale di detrazione e a 96.000 euro l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio.

Per chi intende effettuare lavori in casa, dal 1° gennaio 2019 la detrazione fiscale è stata prorogata alla misura del 50% sulle ristrutturazioni edilizie fruibile fino al 31 dicembre, e tra le principali novità, spicca l’obbligo di comunicazione ENEA delle spese sostenute.

Come funziona il Bonus Ristrutturazioni edilizie 2019 e quali sono i lavori per quali è possibile beneficiare della detrazione fiscale?

Scopriamo tutte le istruzioni ed i dettagli contenuti nella guida fiscali redatta dall’Agenzia delle Entrate.

Bonus ristrutturazione edilizia 2019: normativa vigente

Rispetto all’anno 2018, nel 2019 sono cambiate le regole generali, ma la vera novità riguarderà l’obbligo di comunicazione ENEA per i lavori di ristrutturazione effettuati dal 1° gennaio 2019.

In effetti, l’adempimento era entrato già in vigore per i lavori effettuati nel 2018, ed entro la fine del prossimo mese di febbraio 2019, dovranno essere trasmessi i dati dei lavori conclusi al 21 novembre 2018.

La Legge di Bilancio ha prorogato il Bonus Ristrutturazioni per tutto il 2019: i contribuenti potranno beneficiare anche per il corrente anno della detrazione fiscale Irpef al 50% delle spese sostenute per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria e l’importo massimo detraibile sarà pari a 96.000 euro.

Oltre al Bonus Ristrutturazioni è possono beneficiare anche della proroga del Bonus Mobili, Bonus Verde e dell’Ecobonus.

Per poter beneficiare dell’agevolazione fiscale sulle spese di ristrutturazione edilizia sostenute sarà necessario rispettare specifiche regole, come lo scorso anno fiscale.

Il rimborso Irpef riconosciuto continuerà ad essere erogato in 10 rate annuali di pari importo.

Scopriamo come funziona il Bonus Ristrutturazione 2019 e quando è possibile beneficiarne.

Bonus Ristrutturazione 2019: importi e aliquota detrazione fiscale

Il Bonus Ristrutturazione 2019 non è altro che una detrazione fiscale pari al 50% delle spese per lavori di ristrutturazione edilizia dall’Irpef fino al limite massimo di 96.000 euro di spesa.

Quindi, niente paura! Sebbene si vociferava un ritorno al 36% fino al limite di 48.000 euro di spesa, nel 2019 la percentuale del beneficio fiscale è rimasta invariata.

Bonus Ristrutturazione edilizia 2019: per quali lavori spetta?

Per quali lavori di ristrutturazione edilizia è possibile beneficiare del Bonus?

La detrazione del 50% delle spese per lavori di ristrutturazione edilizia dall’Irpef è riconosciuta per i lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro, di risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia sulle singole unità immobiliari.

Si ricorda che sono considerati interventi di manutenzione straordinaria le modifiche necessarie per procedere al rinnovamento delle parti strutturali degli edifici e per integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici.

Ecco qualche esempio di intervento di manutenzione straordinaria:

  • realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
  • installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • rifacimento di scale e rampe
  • recinzione dell’area privata
  • interventi finalizzati al risparmio energetico
  • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • costruzione di scale interne.

Agenzia delle Entrate ha chiarito che se la ristrutturazione edilizia avviene senza demolire l’edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione spetta solo per le spese riguardanti la parte esistente.

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, è possibile portare in detrazione anche le seguenti voci:

  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del Dm 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71),
  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse,
  • le spese per l’acquisto dei materiali,
  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi,
  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento,
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti,
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni.

Bonus Ristrutturazione 2019: come pagare i lavori?

Per procedere al pagamento dei lavori di ristrutturazione edilizia 2019, è necessario ricorrere al bonifico bancario o postale, all’interno del quale dovranno essere indicati i seguenti dati:

  • codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • codice fiscale o Partita Iva del beneficiario del pagamento;
  • causale del versamento: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986.

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Verniciare il legno con “effetto invecchiato”: è possibile? Come fare?

È possibile verniciare un mobile o un qualsiasi manufatto ligneo con “effetto old-fashioned” o “vintage”?

I mobili di legno antico come le cassapanche, le travi ed i manufatti lignei sono una preziosa rarità sia per le abitazioni moderne che per le case dallo stile country e rustico-chic o dallo stile provenzale shabby chic.

Il legno antico è un materiale preziosissimo di grande valore aggiunto che dona un tocco di charme e di bon ton alla propria casa.

Una preziosità che, purtroppo, a volte costa troppo caro, ma ci sono diverse tecniche che consentono di verniciare in modo economico.

E, allora, invece di rivolgersi ad un esperto artigiano scopriamo quali sono i metodi economici per dare un tocco di “vintage” e di “old-fashioned” ai propri mobili di legno.

Mobili in legno: come conferire un “tocco” di vintage?

Sia che si viva in un loft moderno che in una casa indipendente o in casolare rustico, l’effetto “invecchiato” è una tecnica davvero interessante per chi desidera conferire un tocco di buon gusto e di bon ton agli interni della propria casa.

Si possono “invecchiare” mobili, cassapanche, tavoli, sedie, credenze, porta oggetti, cornici ed ogni altro manufatto in legno.

Per procedere con il trattamento “old-fashioned”, bisogna prima di tutto tenere in considerazione la superficie.

“Invecchiare” i manufatti e le cornici di legno: come fare?

Per “invecchiare” gli oggetti in legno di piccole dimensioni è possibile ricorrere alla tecnica del decapaggio.

Immagina di avere una cornice in legno di acero o di frassino e di volergli conferire un tocco di “vissuto”: procedi con la prima levigatura dell’oggetto con la carta vetrata a grana fine, poi stendi della pittura acrilica.

Una volta che la tintura sarà ben asciutta, strofina la cornice con la cera in modo tale che la stessa si depositi sulla superficie dell’oggetto.

Procedi con un’altra “passata” di colore acrilico mediante un pennello con le setole naturali: in questa seconda fase scegli una tonalità cromatica leggermente più scura.

Lascia asciugare in un luogo non umido e procedi ad una strofinatura con un morbido panno di lana in modo tale da conferire alla cornice un pregiato effetto “anticato”.

Ultimo step: basta una “passata” di cera neutra e… voilà!

Mobili e oggetti di dimensioni notevoli: come “invecchiarli”?

Il gioco si complica per i mobili e per gli oggetti lignei le cui dimensioni sono notevoli e più importanti. Come procedere?

In questo caso, è necessario procedere alla strofinatura con una spazzola in legno per rimuovere tutti i residui di pittura presenti sulla superficie del mobile da “invecchiare”.

Per lucidare la superficie lignea del mobile, si consiglia di passare della gomma lacca e, infine, applicare un protettivo.

Per conferire un tocco di “vintage” procurati una raspa e “smussa” gli angoli in modo tale da “addolcirli”. Per ricreare i “forellini” lasciati dalle termiti, procurati delle viti appuntite e crea dei “buchi” di diversa dimensione sulla superficie lignea del mobile.

“Invecchiare” i mobili di legno: conviene?

Grazie al “fai-da-te”, hai la possibilità di conferire quel tocco di “rovinato” che ti consente di rendere raro l’oggetto, il manufatto o il mobile di legno.

Non c’è necessità di chiamare un artigiano esperto, puoi procedere da solo con i suggerimenti che hai imparato da questa guida-Tutorial.

Verniciare il legno con “effetto invecchiato” conviene proprio per dare un tocco di bon ton alla propria abitazione e, vedrai che con il passare del tempo, con la polvere, l’”usura”, i raggi solari, l’umidità, l’effetto “vissuto” sarà ancora più pregiato.

L’invecchiamento dei manufatti lignei e di ogni “pezzo” d’arredo è ideale sia per gli ambienti moderni e contemporanei, sia per quelli rustici e shabby chic.

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Cementite: che cos’è, a cosa serve e i principali usi in casa

Che cos’è la cementite? L’hai mai utilizzata all’interno della tua abitazione? Eppure, non possiamo negare il fatto che a tutti, almeno una volta nella vita, è capitato di dover verniciare qualcosa (da una finestra ad una porta, da una recinzione o a qualsiasi manufatto in legno).

Ne sanno qualcosa gli appassionati di bricolage avvezzi a verniciare ogni piccolo oggetto in legno naturale. Eppure, le applicazioni della cementite nei lavori di ristrutturazione domestica racchiudono interessanti potenzialità: ecco quali sono gli utilizzi applicativi e le tipologie.

Cementite: che cos’è?

Per chi adora il legno naturale ed il bricolage in casa, la cementite è sicuramente uno dei materiali con cui si deve maggiormente familiarizzare.

Che cos’è? Si tratta di un materiale derivante dal cemento multistrato miscelato con pigmenti inorganici e con polveri di marmo, che viene utilizzato per realizzare rivestimenti da soffitto e parete.

Dal punto di vista chimico, la cementite è un carburo di ferro composto per il 93,3% da ferro e per il 6,67% da carbonio.

Si tratta di una vernice di fondo pietrificante, opaca di colore bianco: è un prodotto coprente che non lascia assolutamente vedere il supporto oggetto di pitturazione.

Usi della cementite

Sono diversi gli utilizzi della cementite non solo in falegnameria o nella ristrutturazione edilizia: ad esempio, nel settore siderurgico, la cementite serve per produrre l’acciaio.

Sicuramente, nel campo edile, vanta una più lunga tradizione dato che viene utilizzata dalla fine del XIX secolo.

Oltre che per la produzione di mattonelle e rivestimenti, la cementite serve per trattare e verniciare la superficie di legno grezzo.

La cementite va a formare un fondo “gessoso” sul rivestimento ligneo, in questo modo il supporto è idoneo alla successiva verniciatura.

In fin dei conti, il legno naturale è un materiale poroso che tende ad assorbire le vernici: grazie allo strato di cementite questo non accadrà.

Inoltre, aiuta ad uniformare gli strati lignei sulle pareti per neutralizzare le macchie da infiltrazione d’acqua o per eliminare gli aloni.

Per utilizzare la cementite, si consiglia di utilizzare i guanti per proteggere le mani ed una mascherina di protezione delle vie respiratorie.

Ciò consente ai falegnami e agli utilizzatori di non respirare i fumi derivanti dall’uso della cementite.

Cementite: quali sono le tipologie utilizzabili?

Una volta chiarita che cos’è e quali sono gli utilizzi all’interno della propria abitazione, è fondamentale sapere quali sono le tipologie di cementite acquistabile.

Cementite ad acqua

La cementite deve essere stesa con pennelli a setole sintetiche. Rispetto alla cementite a solvente, quella a base acquosa rilascia meno fumi, anche se si consiglia ugualmente di indossare la mascherina e i guanti.

La cementite a base acquosa si asciuga molto più velocemente: questo prodotto è ideale per tutti coloro che sono veloci nella stesa, onde evitare che vengano fuori i segni delle pennellate.

Cementite a base solvente

La cementite a base solvente è oleosa e necessita dell’utilizzo del petrolio bianco e dell’acqua ragia come diluente.

Grazie all’utilizzo di un pennello a setole naturali è possibile procedere alla verniciatura con pittura a base d’acqua o con colori acrilici.

Cementite spray

Pratiche e veloci, alcuni brand propongono l’applicazione, della cementite con bombolette spray pratiche, veloci e utili se il lavoro da compiere è molto complesso.

L’uso dello spray è piuttosto imprevedibile, è necessario proteggere bene tutti gli arredi prima di procedere all’applicazione.

Anche se può essere applicata con lo spray in modo semplice e veloce, è sempre consigliabile applicare la cementite con rullo o pennello, carteggiare con una carta abrasiva di grana grossolana, per poi procedere con una seconda riverniciatura.

Il risultato sarà davvero perfetto!